il sito come specchio del tuo modo di lavorare

Ogni dettaglio del tuo sito parla per te: se comunica fiducia, crea connessioni vere.

Viviamo un’epoca in cui la fiducia si gioca tutta nei primi secondi, e non è un modo di dire, quando un utente entra in un sito web, in pochi istanti decide se proseguire o uscire.

E in quella manciata di secondi, non legge un trattato, non guarda i dettagli del codice o del portfolio.

Semplicemente percepisce qualcosa, è il famoso “colpo d’occhio”, l’impatto emotivo e comunicativo che un sito sa – o non sa – dare.

E se quella prima impressione è poco chiara, incoerente o distante da ciò che cerca, molto difficilmente ci sarà una seconda occasione.

Cercherò di spiegarti il senso delle mie parole tramite una serie di domande e risposte:

In che senso il sito è uno specchio?

Bisogna che entri nelle nostre menti il concetto che tutto comunica, anche il silenzio, ogni scelta sul sito web – dai colori, ai testi, alla frequenza degli aggiornamenti – restituisce un’immagine ben precisa di chi siamo e di come lavoriamo.

Un sito è uno specchio perché riflette chi c’è dietro, e lo fa in almeno quattro modi:

  • Identità e valori: un sito curato trasmette attenzione, passione, affidabilità, uno trascurato comunica il contrario, anche se non lo vogliamo.

  • Relazione col pubblico: se parliamo solo di noi senza ascoltare chi legge, creiamo distanza ,se anticipiamo i bisogni, costruiamo dialogo.

  • Consapevolezza comunicativa: oggi le persone cercano conferme e rassicurazioni, un sito deve rispondere, non solo raccontarsi.

  • Stato di salute del progetto: un sito aggiornato trasmette vita, un sito fermo trasmette disinteresse.

un sito curato è sempre affidabile?
L'affidabilità non è sempre scontata Foto di Alghozy su Unsplash

Curato significa sempre affidabile?

Mi capita spesso di vedere siti esteticamente impeccabili, ma che non ispirano alcuna fiducia. Perché?

Perché si percepisce che sono autoreferenziali, parlano solo per dire “quanto siamo bravi”, senza raccontare nulla di utile o specifico, mancano le prove, le spiegazioni, la trasparenza.

La fiducia non si costruisce a colpi di superlativi, ma offrendo contenuti sinceri, risposte utili, esempi concreti.

È questo che fa davvero la differenza.

Quali elementi in un sito ispirano fiducia? (grafica, testi, velocità, tono…)

Ci sono due momenti fondamentali nel costruire fiducia su un sito:

L’impatto iniziale: nei primi 5-8 secondi, l’utente decide se vale la pena restare. In questa fase contano velocità di caricamento, chiarezza del messaggio iniziale, estetica coerente. Ma soprattutto: dobbiamo rispondere alla domanda che l’utente si è fatto prima di cliccare.

  1. La fase di consolidamento: qui entrano in gioco i testi, i contenuti visuali, i casi studio, le recensioni, è il momento in cui si rafforza la fiducia e si sposta il focus dal “mi interessa” al “voglio saperne di più”.

La coerenza fa la differenza?

La coerenza è un fattore primario e deve far parte dell'intero processo iniziando da prima dell'ingresso nel sito, quindi tramite ads o posizionamento organico sui motori di ricerca, continuare sul sito e soprattutto dopo l'acquisizione del contatto.

Se l'utente clicca su un'ads dove si parla di televisori e poi atterra su una pagina di un sito che parla di frigoriferi, non si trasformerà mai in cliente, allo stesso modo se sulla pagina viene indicato che un dato servizio viene svolto ad un prezzo o in un arco temporale preciso, dopo il contatto non si possono cambiare le carte in tavola.

Fiducia da professionista vs fiducia da azienda

C’è una bella differenza tra costruire fiducia da libero professionista e farlo come azienda.

Nel mio caso, la fiducia nasce dal mio modo di espormi: come scrivo, come rispondo, cosa racconto del mio lavoro, bastano piccoli elementi, ma devono essere sinceri.

Le persone vogliono sapere chi sei, non solo cosa fai.

Un’azienda invece lavora su altri piani: servono processi solidi, coerenza su tutti i canali, una comunicazione strutturata, mon si può contare su una singola voce: serve un sistema che funzioni.

E non sempre è facile farlo percepire.

gli errori più comuni nella comunicazione in un sito web
Errori che compromettono la fiducia Foto di Sigmund su Unsplash

Quali sono gli errori più comuni?

Il problema più diffuso è dimenticarsi del destinatario.

Troppe volte vedo siti che parlano un linguaggio tecnico, pieno di dettagli, pensando che l’utente “capisca”, ma chi arriva sul sito spesso non ha le competenze di chi lo ha costruito, e se non si sente accolto, si allontana.

Bisogna mettersi nei suoi panni, usare un linguaggio semplice, ma non banale, spiegare, accompagnare, non solo impressionare.

Quanto è importante essere “vivi”?

Un sito aggiornato ispira fiducia, un sito fermo da anni la distrugge, è una regola semplice.

 Se arrivo su un sito e leggo contenuti del 2018, penso subito: “sono ancora attivi? sono aggiornati? saranno affidabili?”.

Anche se magari lo sono davvero, io utente non ho nessuna conferma,e questo vale per tutti: dai freelance alle grandi aziende.

Curare il sito è un segnale importante, comunica che ci sei, che lavori, che ci tieni.

Basta ancora “esserci”?

A chi pensa ancora che il sito sia solo un biglietto da visita statico, rispondo: il tempo in cui bastava essere online è finito da più di vent’anni.

Oggi ogni canale, sito incluso, deve raccontare qualcosa, aggiornarsi, parlare con le persone.

Non serve essere ovunque, ma dove si è, bisogna essere presenti davvero.

Foto di copertina Fares Hamouche su Unsplash

Informazioni sull'autore

Luca Capponi Web Designer Sanremo

Luca Capponi

Sono un web designer free lance sin dal 2010, mi occupo di realizzare siti web, di trovare soluzioni per il marketing on line e per la comunicazione di piccole e medie imprese.

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