Perché ho deciso di ricominciare a scrivere (e perché ogni professionista dovrebbe farlo)

Chi lavora nella comunicazione spesso dimentica la propria, dopo anni passati a scrivere per gli altri, torno sul mio blog per raccontare esperienze, visioni e motivi per cui uno spazio personale ha ancora un senso oggi.

Ho sentito il bisogno di fermarmi un attimo e riflettere:

  • perché ho smesso di scrivere?
  • perché sento di voler ripartire proprio adesso?
  • e soprattutto, cosa significa oggi avere un blog professionale?

Ho provato a rispondere a queste domande con otto brevi tappe di questo nuovo inizio.

1. Una pausa che non avevo programmato

Semplicemente… è successo. Il lavoro quotidiano è intenso, e quando passi ore ad aiutare le aziende a comunicare meglio, a essere presenti, a sviluppare piani di marketing, il tempo (o l’energia mentale) per curare la tua comunicazione finisce per svanire, è una contraddizione tipica di chi lavora nella comunicazione: si è sempre concentrati su quella degli altri.

2. Tornare adesso, in un mondo inondato di contenuti

Scrivere mi è sempre piaciuto: sul blog, sui forum, sui social, mi piace condividere il mio punto di vista.

Sono un po’ all’antica, lo ammetto: credo che uno scritto abbia un impatto e una permanenza che un reel o una storia non possono offrire.

Viviamo sommersi da migliaia di contenuti al giorno: guardiamo, scorriamo, dimentichiamo, invece un articolo resta, lo puoi ritrovare, rileggere, magari anni dopo.

Ho libri acquistati 20 anni fa che rileggo ancora, ma i video pubblicati su YouTube anche solo 2-3 anni fa… non li ho praticamente mai rivisti.

3. Il blog come diario di viaggio (e di lavoro)

Per me scrivere sul blog è come tenere un diario di viaggio, un contenitore di esperienze, riflessioni, tentativi, soluzioni, un modo per aiutare altri con problemi concreti, come è accaduto con gli articoli su Joomla, che hanno supportato molte persone a raggiungere piccoli e grandi obiettivi.

4. Contro il rumore: pubblicare meno, ma meglio

Oggi tutto gira intorno agli algoritmi, alla visibilità, all’AI, si cerca di essere “sempre sul pezzo”, ma spesso a scapito della qualità.

Un esempio? L’uso (o abuso) di strumenti come Veo3, l’AI di Google per la generazione video: in rete sono apparsi decine di video senza senso comunicativo, pieni di gag fini a se stesse, anziani che scoreggiano, parolacce gratuite.

Siamo passati da “content is king” a “qualsiasi cosa purché si pubblichi”.

Io scelgo un’altra strada: meno pubblicazioni, più contenuti utili, autentici e — spero — significativi.

5. Perché uno spazio proprio (sul web) serve ancora

Nel 2025 il contesto si è complicato parecchio, l’arrivo dell’AI Overview di Google ha ridotto il traffico organico: gli utenti leggono il riassunto generato e raramente cliccano sulla fonte.

In questo panorama, il sito web non può più essere solo un contenitore: deve diventare uno spazio di valore, in grado di rafforzare l’identità professionale.

I social restano strumenti potenti, ma volatili: seguono mode, linguaggi effimeri, logiche divisive, spesso occorre forzare toni e modi che poco si adattano alla profondità di certi argomenti.

Un blog, invece, permette di sviluppare pensieri complessi, creare equilibrio tra autore e lettore, rispondere a domande reali, senza scorciatoie.

6. Cos’è uno spazio “vivo”?

Per me è uno spazio dove la qualità conta più della quantità, potrei pubblicare 5 post al giorno, ma se sono privi di valore o inventati non servono né a chi legge né a me.

La vitalità di un blog non sta solo nella frequenza, ma nel contenuto che lascia qualcosa, un blog è vivo se aiuta, se stimola, se resta.

7. Dove andremo da qui

Continuerò lungo la strada già tracciata. Le 4 macro aree del blog — design, marketing, guide, social network — saranno ancora il contenitore dei post.

Il mio intento è condividere riflessioni e conoscenze maturate in oltre 15 anni nel campo della comunicazione, non con la presunzione di insegnare, ma con il desiderio di raccontare e confrontarmi.

8. Per concludere: dialogo, non monologo

Mi piacerebbe ispirare e aiutare, ma soprattutto dialogare.

Se un articolo ti stimola un pensiero, un dubbio o anche solo una curiosità, scrivimi. Il mio obiettivo non è avere “lettori” passivi, ma veri e propri interlocutori.

Hai letto qualcosa che ti ha fatto venire in mente un’idea?

Ti va di raccontarmelo? Scrivimi: mi farà davvero piacere leggerti.

Immagine di copertina:

Foto di RetroSupply su Unsplash

Informazioni sull'autore

Luca Capponi Web Designer Sanremo

Luca Capponi

Sono un web designer free lance sin dal 2010, mi occupo di realizzare siti web, di trovare soluzioni per il marketing on line e per la comunicazione di piccole e medie imprese.

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